Ricerca Sociale con R

Una wiki per l'analisi dei dati con R

Strumenti Utente

Strumenti Sito


Il Laboratorio di Analisi dei Dati con R, dell'Università di Teramo su piattaforma Meet, inizia il 9 aprile 2021 - Iscrizione - email
glossario:variabili_cardinali

Variabili cardinali (o quantitative)

Nelle Variabili cardinali, i codici che rappresentano le modalità del Carattere (statistico) in oggetto sono numeri a tutti gli effetti, ed dunque possibile attribuire loro le proprietà cardinali dei numeri naturali, e parlare dunque di misurazione e di scale in senso proprio 1) 2).

Fra le variabili cardinali, è opportuno distinguere fra le variabili intervallari e le variabili di rapporti, con riferimento alle operazioni consentite dal loro utilizzo, ed anche alle modalità della loro costruzione.

È ben vero che tale distinzione è scarsamente sensibile con riferimento allo studio dei fenomeni sociali (come osservato ripetutamente da Marradi 3). È anche vero però che tale distinzione ha un significato ben preciso in altre discipline, distanti dalla sociologia come la fisica, ma anche molto vicine come l’economia.

Variabili intervallari

Le variabili intervallari possono essere considerate come una trasformazione delle variabili ordinali, mediante l’introduzione di un’unità di misura (normalizzazione).

Le scale intervallari sono anche dette scale di posizione, in quanto misurano la variazione fra due grandezze in rapporto alla loro posizione relativa, assumendone – arbitrariamente – una come origine (zero convenzionale): il valore 0° C (temperatura) non indica “assenza di temperatura”, ma la temperatura a cui l’acqua distillata gela in determinate condizioni di pressione.

Per questa ragione, come non possiamo dire che una temperatura di 40° è il doppio di una di 20°, così non possiamo dire che chi abbia ottenuto un punteggio 100 su una scala Likert abbia un atteggiamento doppiamente positivo di ha ottenuto 50. In pratica, le intensità di queste scale possono essere sommate (e sottratte), ma non essere messe in rapporto fra di loro.

Variabili di rapporti

Adottando una scala di rapporti – o scala assoluta – è invece possibile comparare due oggetti in termini di rapporti o proporzioni fra grandezze (hanno dunque senso espressioni quali “il doppio dell’età” o “la metà del reddito”), ed anche misurare gli incrementi relativi del carattere.

In sintesi, se il passaggio dal livello categoriale a quello cardinale (misurazione) è dato dall’introduzione dell’unità di misura, il passaggio dal livello intervallare a quello di rapporti è dato dall’esistenza di uno zero assoluto (indicante “assenza della proprietà”, ad esempio “assenza di reddito”).

Codifica

Per le variabili cardinali non si pone – in pratica – il problema della codifica delle modalità, rappresentate da numeri naturali, il cui significato sarà univocamente determinato dal nome della variabile: stabilita l’etichetta della variabile, non dobbiamo cioè far altro che inserire i valori.Se ad esempio la variabile è definita come “altezza in cm” il valore 180 risulterà immediatamente interpretabile come “altezza pari a 180 cm.”

Vedi anche:


1), 3) Marradi A. (1980). «Misurazione e scale: qualche riflessione e una proposta», Quaderni di Sociologia, n. 4
2) Ricolfi L. (1985). «Operazioni di ricerca e scale», Rassegna Italiana di Sociologia, n. 2.
glossario/variabili_cardinali.txt · Ultima modifica: 09/09/2020 09:22 (modifica esterna)