Vai al contenuto

Giovani e democrazia: pratiche ed esperienze

Scritto da:

Agnese Vardanega

    Una analisi esplorativa, mediante analisi testuale, di interviste in profondità condotte fra giovani (19-25 anni) sul tema «democrazia», evidenzia l’elevata individualizzazione del discorso, anche politico.

    Relazione presentata alla conferenza Le due democrazie, 15-16 dicembre 2021, Facoltà di Scienze Politiche, Teramo. Il testo è visualizzabile dal menu opzioni (i tre punti; note del relatore).

    Anche se i dati presentati sono il frutto di una mia elaborazione delle prime interviste in profondità svolta, la ricerca è condotta nell’ambito di un gruppo informale, nazionale e interdisciplinare, che si è creato per iniziativa del prof. Andrea Millefiorini, e con la partecipazione di Manuel Anselmi (Roma), Erica Antonini (Roma), Paul Blokker (Bologna) Fabio de Nardis (Salento), Gaspare Nevola (Trento), Massimo Pendenza (Salerno), Ambrogio Santambrogio (Perugia), Lorenzo Viviani (Pisa).

    Alcuni contributi teorici sul tema sono in corso di pubblicazione nel volume «Democrazia in movimento», edito da Mimesis e curato da Andrea Millefiorini.

    Le interviste sono state progettate in una forma radicalmente narrativa, praticamente senza domande, per cercare di cogliere:

    • i temi rilevanti che le intervistate e gli intervistati associano al termine «democrazia», ed in particolare alla loro esperienza personale di democrazia;
    • i discorsi intorno a questi temi, o — a seconda del punto di vista adottato — le rappresentazioni sociali, le culture o gli immaginari (lascio in sospeso la questione se e in che misura discorsi, culture o immaginari siano etichettabili come “politici”).

    Per l’analisi testuale, realizzata con Quanteda (in R), ho avuto cura di selezionare solo il testo prodotto spontaneamente dai ragazzi e dalle ragazze, escludendo sia gli interventi dei ricercatori, sia i brani che includessero temi sollecitati dagli intervistatori.

    Questa prima esplorazione del testo parte dalla rilevante presenza del lemma “persona” nell’intero corpus delle intervista. Ho esplorato dunque l’uso di questo termine, evidenziando come esso possa segnalare:

    • l’elevata individualizzazione del discorso, anche politico;
    • lo “sfaldamento” non solo delle categorie politiche, ma anche di quelle sociali: non «i lavoratori», ma «le persone che lavorano»; non «i cittadini» o «gli elettori», ma «le persone» rispetto ai partiti;

    In particolare, quella fra persone e partiti mi pare poter essere vista come una opposizione semantica intorno alla quale si articola il problema della rappresentanza: individualizzazione come prima sfida interna della modernità radicale alla stessa rappresentanza mediante la forma organizzativa del partito; ma anche, sull’altro fronte, chiusura dei partiti ed espulsione del sociale dalla sfera politica.

    Riferimenti Bibliografici

    Benoit, K., et al. 2021. quanteda: Quantitative Analysis of Textual Data (versione 3.2.0). https://quanteda.io/.

    De Mauro, T., F. Mancini, M. Vedovelli, and M. Voghera. 1993. Lessico di frequenza dell’italiano parlato. Fondazione IBM. Milano: Etaslibri.

    Habermas, J. 2006. Storia e critica dell’opinione pubblica. Roma: Laterza.

    Papacharissi, Z. A. 2013. A Private Sphere: Democracy in a Digital Age. Cambridge: Polity.

    Precedente

    Dati Istat e statistiche pubbliche con R

    Successivo

    QualCoder per l'analisi qualitativa dei dati

    Unisciti alla conversazione

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.