Vai al contenuto

Distanziamento sociale e anomia

Scritto da:

Agnese Vardanega

    Il fantasma della regressione all’orda — spesso rappresentato nei film apocalittici — fa paura non meno della morte e della malattia.
    Dall’Introduzione a Emergenza Covid-19. Nuove tecnologie e nuove forme di socialità


    Come è stato sin troppo spesso ricordato in questi mesi, Boccaccio, nell’Introduzione alla giornata prima del Decameron, descrive le diverse risposte individuali e collettive all’epidemia di peste del 1348. 

    … Particolarmente significativo, con riferimento al tema di questo ciclo di seminari, è il brano in cui Boccaccio mette in rapporto l’esperie nza della fame e della morte con la perdita di senso e la dissolutezza dei costumi:

    per le sparte ville e per li campi i lavoratori miseri e poveri e le loro famiglie, senza alcuna fatica di medico o aiuto di servidore, per le vie e per li loro cólti e per le case, di dí e di notte indifferentemente, non come uomini ma quasi come bestie morieno. Per la qual cosa essi cosí nelli loro costumi come i cittadini divenuti lascivi, di niuna lor cosa o faccenda curavano: anzi tutti, quasi quel giorno nel quale si vedevano esser venuti la morte aspettassero, non d’aiutare i futuri frutti delle bestie e delle terre e delle loro passate fatiche, ma di consumare quegli che si trovavano presenti si sforzavano con ogni ingegno.

    Nuove forme di socialità

    Per evitare tanto la morte, quanto la “dissoluzione morale”, il venir meno del legame sociale e dunque della progettualità esistenziale, Boccaccio fa suggerire a Pampinea l’allontanamento dalla città e il ritiro in campagna, accompagnato però da una attività ad un tempo sociale, ludica e creativa: il racconto delle novelle.

    Secondo Boccaccio, insomma, quella che oggi chiameremmo “anomia”, la perdita cioè del riferimento a norme e ruoli consolidati, si contrasta con la relazione e la socialità, ma secondo modalità e forme necessariamente “innovative” rispetto a quelle in uso nei tempi precedenti.

    La nostra generazione ha dovuto affrontare la pandemia come si è sempre fatto, ovvero chiudendosi in casa, ma avendo la possibilità di restare in contatto, di comunicare con familiari, partner e amici, e condividere attività ludiche e produttive a distanza. E questo ha in parte ammortizzato l’onda d’urto di questo “fatto totale” sulla nostra vita quotidiana […]

    Distanza fisica e distanza sociale

    Al di là dei vantaggi economici, la possibilità di mantenere parte delle relazioni e parte delle attività ha ridotto gli effetti della “dissoluzione” sociale, che riecheggiava in qualche misura nel dibattito su “distanza sociale” vs. “distanza fisica”. 

    In sociologia e psicologia sociale, l’espressione distanza sociale ha una storia e un significato ben precisi, è vero. Nello stesso tempo, però, le analisi di Goffman (1956; 1972; 1983) sulle modalità attraverso le quali la distanza sociale è elaborata culturalmente lasciano ben intuire che, per mantenere in pubblico una distanza fisica evitando che questa diventi sociale, bisogna inevitabilmente elaborarne di nuove. 

    Un metro è una distanza fisica enorme, in prossemica, del tutto innaturale fra persone che si conoscono. Quanti di noi si sono sentiti a disagio nel non dover/voler dare la mano a un conoscente incontrato per strada? O nel tenersi alla larga dagli altri fra gli scaffali del supermercato, aspettando pazientemente il proprio turno per avvicinarsi ai prodotti? Nel mettere in atto insomma misure di distanziamento sociale, di evitamento, le stesse che terremmo nei confronti di untori o appestati, e che vengono non di rado tenute —magari inconsapevolmente — nei confronti di gruppi o persone stigmatizzate come “sporche” (i senzatetto, le prostitute ecc.).

    L’anomia interazionale secondo «Skuola.net» (da: https://www.facebook.com/skuola.net)

    Anomia interazionale

    Per neutralizzare l’impressione di voler tenere una distanza sociale da questi sconosciuti, abbiamo magari iniziato a sorridere da dietro la mascherina, siamo stati più amichevoli del solito, forse in questo più solidali. Sorrisi e gesti che in altre circostanze sembrerebbero eccessivi o invadenti, e che oggi servono a rassicurare (“non ti vedo come un pericolo”). D’altra parte, ci sentiamo facilmente “invasi” da chi si avvicina o non coopera nel mantenere le distanze, e, nello stesso tempo, a disagio per essere tenuti a distanza.

    Nella pausa estiva, abbiamo poi sperimentato quella che Romania (2020), in riferimento alla fine della pandemia e al ritorno alla normalità, ha chiamato “anomia interazionale”: E adesso che si fa? Che comportamento dobbiamo tenere in pubblico? Saremo apprezzate/i o stigmatizzate/i per portare/non portare la mascherina, o per avvicinarci/non avvicinarci agli altri?

    Il fantasma dell’orda

    Purtroppo, la distanza fisica ha, a mio avviso, un inevitabile effetto sociale, anche se sperabilmente non quello a cui fanno riferimento Bogardus (1947) e Goffman. Tentare di “neutralizzare” questo effetto parlando di distanza “meramente” fisica è illusorio, e potrebbe persino condurre a sottovalutare il potenziale effetto anomico delle misure di distanziamento.

    Contagion
    Dal film Contagion: Il protagonista con la figlia in un supermercato saccheggiato.

    Il fantasma della regressione all’orda — così spesso rappresentato nei film apocalittici, come Contagion (Soderbergh 2011) — è un orizzonte di possibilità che fa paura, tanto quanto la morte e la malattia, e forse anche di più. E resta quindi sottaciuto, negato, rimosso.

    Riferimenti bibliografici

    Bogardus, E. S. (1947). Measurement of Personal-Group Relations. Sociometry, 10(4), 306–311. https://doi.org/10/cqhkxg.

    Goffman, E. (1956). Embarrassment and Social Organization. American Journal of Sociology, 62(3), 264–271.

    Goffman, E. (1972). Encounters: Two studies in the sociology of interaction. Penguin.

    Goffman, E. (1983). The interaction order: American Sociological Association, 1982 presidential address. American sociological review, 48(1), 1–17.

    Romania, V. (2020). Interactional Anomie? Imaging Social Distance after COVID-19: A Goffmanian Perspective. Sociologica, 14(1), 51–66. https://doi.org/10/ghmw9v.

    Soderbergh, S. (2011, settembre 8). Contagion [Drama, Thriller]. Warner Bros.,  Participant,  Imagenation Abu Dhabi FZ.

    Precedente

    Emergenza Covid-19 e nuove tecnologie. Il libro

    Unisciti alla conversazione

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.