9 novembre 2013

A che serve il concetto di capitale sociale?

Tiscali

Fiducia interpersonale ristretta e allargata, civismo, partecipazione, democrazia e sviluppo socio–economico sembrano essere indissolubilmente connessi l’un l’altro, a costituire in alcuni casi circoli virtuosi di sviluppo e benessere, in altri circoli viziosi di arretratezza, malfunzionamento delle istituzioni, sfiducia e familismo amorale. A che serve dunque il concetto di “capitale sociale”? … >>

4 dicembre 2011

Quando lo Stato non c’è, i mercati ballano

Da tempo mi ero ripromessa di scrivere un post di risposta al commento di Niccolò Cavagnola, sul tema del mercato come istituzione sociale.

Quello che sta accadendo nell’Eurozona mi offre l’occasione per rispondere con un esempio concreto.

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30 novembre 2011

Verso il #BTO2011
Reputazione, User Generated Contents e loro evoluzioni

Roberta Milano ci ha proposto di discutere sulla Finestra di Johari, strumento utilizzato per capire come ogni persona dovrebbe adoperarsi per migliorare l’efficacia della comunicazione, conoscere meglio se stessa e gli altri, trovare un proprio posizionamento.

Uno schema che può essere utilizzato nel turismo, per analizzare la reputazione delle strutture, ma anche per identificare possibili percorsi evolutivi, in un contesto che cambia continuamente e nel quale per le piccole strutture può essere difficile trovare una propria collocazione

vai alla sintesi del … >>

23 luglio 2011

Mediocracy e fiducia

Apprendo dal Fatto Quotidiano di una interessante ricerca del professor Antonio Merlo, direttore del dipartimento di Economia della Pennsylvania University (vedi il working paper). Lo studio mostra come in alcuni casi i partiti politici possono decidere di reclutare intenzionalmente individui mediocri, per massimizzare la fedeltà al partito, ed evitare lo scoraggiamento prodotto dalle personalità di spicco, le cosiddette “star”.

Spiega Merlo nell’intervista rilasciata al Fatto:

Perché nella mediocracy si punta a candidare non chi assicura le migliori performance all’elettore … >>

27 dicembre 2010

In provincia, più felici ma più diffidenti …

Tornando ai dati Istat sui livelli di soddisfazione e di fiducia dichiarati dagli Italiani, viene da chiedersi: si dichiarano più soddisfatti gli abitanti del Nord o quelli del Sud? quelli dei grandi centri o quelli dei centri medi e piccoli?

Secondo l’Istat, gli abitanti del Nord (7,3) sono mediamente più soddisfatti di quelli del Sud (7,1) e di quelli del Centro (7,0): si tratta di differenze apparentemente poco significative – soprattutto se si considera che la mediana è sempre pari a 7 (in tutte le aree, quindi, almeno la … >>

11 dicembre 2010

Ci sono cose che non si possono comprare

Quando era piccolino, mio figlio rimase sbigottito apprendendo da una pubblicità che “Ci sono cose che non si possono comprare” (non dobbiamo mai dimenticare che i figli non sono solo nostri, ma anche della società in cui crescono: leggete a questo proposito il piacevole Non è colpa dei genitori).

Gli spiegai così che – ad esempio – non si comprano i genitori, né l’affetto o l’amicizia. Le cose più importanti della vita, in una parola, non si possono comprare.

In questi giorni mi sono trovata … >>

15 novembre 2010

Gli italiani sono diffidenti

L’Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” dell’Istat (realizzata nel febbraio del 2010, e pubblicata qualche giorno fa) ha rilevato per la prima volta informazioni non solo sul benessere soggettivo (vedi il post precedente di questa serie), ma anche sul grado di fiducia interpersonale (vedi il comunicato stampa).

In particolare, l’Istat introduce due domande “classiche” sulla fiducia, considerate indicatori non solo della qualità della vita in generale, ma anche del cosiddetto “capitale sociale… >>

9 giugno 2010

Strategie della sfiducia – 1. Le pouvoir de la faveur

Nel 1988 (in inglese, nel 1989 in italiano) uscì un volume a cura di Diego Gambetta, dal titolo Le strategie della fiducia. Indagini sulla razionalità della cooperazione: una raccolta di saggi esito di una serie di seminari tenutisi presso il King’s College di Cambridge, e sollecitati dallo stesso Gambetta, allo scopo

di dar ragione di un problema tenace e apparentemente insolubile che travaglia l’Italia sin dalla sua Unità: lo sviluppo mancato, o quantomeno distorto, della più parte delle regioni meridionali.

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